LA GRAN BRETAGNA E LE LIBERALIZZAZIONI

Potremmo parlare della Gran Bretagna come del paese piu’ “liberalizzato d’Europa”, un primato che specie negli ultimi sei anni ha fatto registrare, a detta di molti,  un aumento significativo dei prezzi nei vari settori, che non ha avuto eguali se confrontato con gli altri paesi .Con la fine degli anni ’70 e la politica di dismissioni condotta da Margaret Thatcher ha preso forza un consistente programma di privatizzazioni in reazione al precedente governo laburista, fautore di ampie nazionalizzazioni.

Negli anni successivi alla seconda guerra mondiale erano state infatti create numerose “public corporations” ovvero enti pubblici con personalita’ giuridica autonoma in vari settori dell’economia.

Il cambio di rotta vero e proprio si e’ verificato con forza a partire dalla rielezione della Thatcher nel 1984, quando sono state privatizzate diverse imprese operanti in regime di monopolio: il 50% della British Telecom, operante nel settore delle telecomunicazioni ; la Enterprice Oil; la Jaguar; nel 1986 la British Gas la cui vendita ha fruttato circa 5.400 sterline e poi ancora la British Airways nel 1987 e la Rolls Royce. Negli anni ‘90, in due fasi e’ stata privatizzata anche la British Rail.

Nel 1989 sia in Inghilterra che in Galles vennero privatizzati sia il servizio idrico che quello fognario. A quel tempo questo provvedimento venne presentato come il fiore all’occhiello del nuovo piano proposto dallaThatcher. Anche in termini di privatizzazione di un servizio pubblico locale rappresentava un evento senza precedenti. In altri paesi in cui il servizio idrico era stato privatizzato, esso riguardava concessioni o licenze di gestione in cui l’appaltatore privato assumeva tutti i ricavi derivanti dal servizio idrico, remunerava il costo del funzionamento e della manutenzione di esso e conservava l’eccedenza tra ricavi e costi come profitto. La Gran-Bretagna è stato l’unico paese ad avere trasferimento completamente al settore privato sia il sistema fognario che quello di distribuzione dell’acqua.

Le privatizzazioni non hanno risolto la storica arretratezza delle infrastrutture del paese. Il sistema ferroviario è costantemente soggetto a guasti e incidenti mortali, e la privatizzazione delle metropolitana di Londra sembra destinata a produrre risultati simili. L’idea della coppia Blair-Brown di contratti trentennali per le “private finance initiatives”- il finanziamento da parte dei privati degli investimenti nei trasporti, nell’energia, negli ospedali e nelle scuole – costringerà per i prossimi decenni questi settori a enormi rimborsi alle corporations.

Un caso dove la liberalizzazione ha prodotto benefici  e’ quello dei taxi londinesi. Chiunque abbia compiuto 21 anni puo’ accedere alla professione, basta compilare un modulo online e  superare un esame per il quale in media occorrono tre anni di preparazione.

Attualmente a Londra circolano 25.000 taxi, che ogni giorno garantiscono 200 mila tragitti quotidiani. Lo stipendio medio di un’autista e’ di circa 40,000 sterline. L’aver liberalizzato la categoria ha permesso non solo di aumentare il numero dei taxi disponibili ma anche di incrementare i guadagni.

E come poteva il nuovo governo conservatore, guidato da Cameron non avvalersi di quella forte tradizione “Thacheriana” che lo ha preceduto, sopratutto in fatto di politica economica.

Dopo la manovra lacrime e sangue a base di tagli,  presentata ai Comuni nell’ottobre 2010, Osborne ha rilanciato la cosidetta “strategy for growth” ovvero un piano di stimoli per favore la crescita dell’economia inglese. 

Nonostante le modeste prospettive di crescita del Pil previste per il biennio 2011/12, Il cancelliere dello scacchiere nel corso del suo ultimo discorso di autunno ha illustrato un piano di incentivi volto soprattutto al rilancio dei vari settori economici.

Nel campo dell’energia si e’ parlato di un investimento da 250 sterline in aiuti alle imprese , appesantite dalle imposte fiscali legate al cambiamento climatico.

E poi ancora novita’ per l’educazione , grazie allo stanziamento di 600 milioni di sterline nei prossimi tre anni da investire per la creazione di almeno 40,000 nuovi posti nelle scuole primarie. Raddoppio quindi del numero dei bambini con un eta’ pari a due anni che possono andare all’asilo gratuitamente.

Infine interventi nell’edilizia con la promozione di un fondo da 400 milioni di sterline per permettere al settore di costruire 16,000 nuove abitazioni e nuovi importanti incentivi per le piccole medie imprese.

Lo strumento e’ quello del cosidetto “Credit Easing”, che premetterà di fare prestiti garantiti dal tesoro ma erogati da banche private del valore di 20 miliardi a sostegno delle PMI.

Come se non bastasse proprio di recente il premier, in un discorso sullo stato dell’economia pronunciato lo scorso 19 gennaio, ha difeso i mercati e il concetto di libera impresa definiti “la migliore forza possibile per aumentare il benessere e la felicita’ degli individui”. Questa e’ stata anche  l’occasione con la quale Cameron ha introdotto una nuova definizione di capitalismo, definito, per la prima volta, con le sue stesse parole “morale, popolare e socialmente responsabile”.

Quale siano le riforme in ballo, e’ prematuro da dirsi,anche se un ‘anticipazione su tutte basta per capire i toni delle riforme.Tra i progetti presi in considerazione ci sarebbe quello di un ritorno alle cooperazioni e dunque l’annullamento delle 17 leggi che rendono lo sviluppo di questa forma di associazionismo particolarmente difficile.

Non dimentichiamo che questo e’ stato anche il governo durante il quale e’ stato privatizzato il 90% del  servizio postale britannico, la cosiddetta Royal Mail, fino a quel momento, di proprietà dello stato.

 

L’andamento dei prezzi in alcuni settori liberalizzati in Europa

Variazione prezzo del gas nei principali Paesi  (ultimi 6 anni)  
 

 

 

GAS

Var. % 2011(*)/2005

Prezzo

(in euro per gigajoule)

I SEM 2011 (**)

Gran Bretagna

(Paese più liberalizzato)

+98,4

11,80

Svezia

+56,0

34,01

Francia

+47,5

16,11

Unione Europea (27)

+47,2

15,66

Spagna

+42,8

14,89

Irlanda

+36,3

14,14

Area Euro (15)

+32,2

17,16

Svizzera

+29,9

n.d.

Olanda

+27,7

19,90

Italia

+24,8

19,27

Germania

+23,8

16,34

(*) Media dei primi 11 mesi del 2011. Var. % dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA).  
(**) Riferito alla classe di consumi familiari medi compresi tra 20 e 200 GJ, tasse incluse.
 Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati Eurostat  
Variazione prezzo dell’energia elettrica nei principali Paesi (ultimi 6 anni)  
 

 

 

ENERGIA ELETTRICA

Var. % 2011(*)/2005

Prezzo

(in euro per KWh)

I SEM 2011 (**)

Gran Bretagna

(Paese più liberalizzato)

+65,0

0,098

Spagna

+48,7

0,114

Germania

+39,5

0,125

Svezia

+36,2

0,089

Unione Europea (27)

+36,0

0,110

Area Euro (15)

+30,6

0,116

Irlanda

+23,2

0,116

Italia

+20,3

0,153

Francia

+14,7

0,085

Svizzera

+14,5

n.d.

Olanda

-2,8

0,103

     
(*) Media dei primi 11 mesi del 2011. Var. % dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA).  
(**) Riferito alla classe di consumi industriali medi compresi tra 500 e 2.000 MWh (IVA esclusa).
Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati Eurostat  
Variazione prezzo dei servizi idrici nei principali Paesi (ultimi 6 anni)  
 

 

 

SERVIZI IDRICI

Var. % 2011(*)/2005

Prezzo

(in euro per 200 mc)

Anno 2007

Italia

+52,7

182

Gran Bretagna

(Paese più liberalizzato)

+34,7

653

Unione Europea (27)

+27,2

n.d.

Spagna

+26,8

249

Francia

+20,9

569

Area Euro (15)

+19,8

n.d.

Svezia

+19,6

397

Svizzera

+12,5

n.d.

Germania

+8,2

431

Irlanda

+4,6

n.d.

Olanda

+1,4

552

     
(*) Media dei primi 11 mesi del 2011. Var. % dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA).  
     
Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati Eurostat e SMAT (presentazione Acea 6 maggio 2011)

Variazione prezzo dei servizi postali nei principali Paesi (ultimi 6 anni)

 

 

SERVIZI POSTALI

Var. % 2011(*)/2005

Gran Bretagna

+60,4

Spagna

+25,3

Olanda

(Paese più liberalizzato)

+22,4

Irlanda

+19,1

Italia

+17,9

Unione Europea (27)

+17,5

Francia

+14,7

Svezia

+14,1

Area Euro (15)

+10,6

Svizzera

+5,2

Germania

+1,4

   
(*) Media dei primi 11 mesi del 2011. Var. % dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA).
   
Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati Eurostat
Variazione prezzo dei servizi finanziari nei principali Paesi (ultimi 6 anni)
 

 

SERVIZI FINANZIARI

Var. % 2011(*)/2005

Spagna

+32,6

Svizzera

(Paese più liberalizzato)

+11,8

Francia

+7,7

Olanda

+7,6

Area Euro (15)

+6,9

Unione Europea (27)

+6,7

Italia

+5,9

Svezia

+3,1

Germania

+2,9

Irlanda

+2,1

Gran Bretagna

-3,7

   
(*) Media dei primi 11 mesi del 2011. Var. % dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA).
   
Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati Eurostat e UBS
Variazione prezzo dei treni passeggeri nei principali Paesi (ultimi 6 anni)  
 

 

 

TRENI PASSEGGERI

Var. % 2011(*)/2005

Prezzo in dollari

(anno 2009)

Biglietto 2° classe di 200 km (sola andata)

Italia

+41,3

31,97 (media Milano e Roma)

Gran Bretagna

+39,4

89,12 (Londra)

Unione Europea (27)

+28,4

n.d.

Spagna

+28,0

36,92 (media Barcellona e Madrid)

Area Euro (15)

+22,6

n.d.

Irlanda

+22,5

43,15 (Dublino)

Germania

+21,8

67,19 (media Berlino, Francoforte e Monaco)

Olanda

+17,2

36,83 (Amsterdam)

Francia

+15,4

49,47 (Parigi)

Svizzera

+9,4

58,95 (Zurigo)

Svezia

(Paese più liberalizzato)

+5,1

24,24 (Stoccolma)

   

 

(*) Media dei primi 11 mesi del 2011. Var. % dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA).  
     
Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati Eurostat e UBS  
Variazione prezzo del trasporto passeggeri su strada nei principali Paesi (ultimi 6 anni)  
 

 

 

TRAPORTO PASSEGGERI

SU STRADA

Var. % 2011(*)/2005

Prezzo in dollari (**)

(anno 2009)

di bus, tram, metro.

Irlanda

+27,7

2,64 (Dublino)

Gran Bretagna

(Paese più liberalizzato)

+26,5

3,60 (Londra)

Unione Europea (27)

+25,5

n.d.

Spagna

+25,0

1,54 (media Barcellona e Madrid)

Svezia

+20,9

4,88 (Stoccolma)

Italia

+20,1

1,31 (media Milano e Roma)

Area Euro (15)

+18,7

n.d.

Olanda

+16,4

2,73 (Paesi Bassi)

Germania

+14,6

2,92 (Berlino, Francoforte e Monaco)

Svizzera

+13,9

2,43 (Zurigo)

Francia

-3,2

2,05 (Parigi)

     
(*) Media dei primi 11 mesi del 2011 Var. % dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA).  
(**) Prezzo di un biglietto di sola andata su rete del trasporto pubblico per circa10 kmo 10 fermate.
Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati Eurostat e UBS  
Variazione prezzo del trasporto aereo persone nei principali Paesi (ultimi 6 anni)
 

 

TRASPORTO AEREO PERSONE

Var. % 2011(*)/2005

Spagna

+39,2

Gran Bretagna

+36,3

Germania

+34,0

Olanda

+21,3

Unione Europea (27)

+19,8

Svezia

+16,2

Francia

+15,8

Irlanda

(Paese più liberalizzato)

+14,3

Area Euro (15)

+12,4

Italia

+0,5

Svizzera

-20,9

   
(*) Media dei primi 11 mesi del 2011. Var. % dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA).
   
Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati Eurostat

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