FULL MONTI

Ogni volta che mi capita di leggere le storie di copertina del Time magazine, rimango affascinata e forse un po’ turbata dalla scelta della parole utilizzate dal reporter di turno per descrivere chi gli sta di fronte, l’intervistato appunto.

C’e’ un che di lirico e insieme irresistibilmente naïf in quegli attributi. La stessa cosa mi e’ successa di recente leggendo il servizio dedicato a Berlusconi lo scorso novembre, trasformato in una creatura a meta’ tra il centauro e il gladiatore passando da un imperatore Romano, piu’ adatta ad un film di Ben-Hur e un po’ meno alle pagine di un settimanale del calibro del Time. Idem con Mario Monti, trasformato in una sorta di mastro Geppetto, con un sorriso che quasi ricorda quello del babbo natale della pubblicita’ della Coca Cola. Troppo azzardato tutto cio’? sentite qua:

“The Prime Minister of Italy has the aura of a gentlemanly grandfather – the polite demeanor, the soft voice, the smiling eyes….”

Per una volta, fa strano trovarsi di fronte ad un individuo, dai modi pacati, un “tranquillo”, che non gesticola, che in sintesi appare meno “italiano” di quello che dovrebbe. Ecco quindi che il linguaggio, piu’ suggestivo del solito, sottolinea l’eccezionalita’ della circostanza. La pacatezza inattesa che meraviglia e che contribuisce a creare un personaggio ai limiti della fiction letteraria.

Immaginatevi quello che succederebbe se la stessa cosa venisse detta un giorno di David Cameron: il “nonnino” dai modi gentili, dal comportamento educato, la voce morbida gli occhi che sorridono. Insomma perche’ ridicolizzare il ridicolizzabile e perche ce l’hanno con noi italiani a tutti i costi.

Mi accorgo con piacere che Beppe Severgnini nel suo articolo sul Corriere della Sera di venerdi 10 febbraio sulla copertina del Time dedicata al primo ministro italiano, parla appunto di quella “pigrizia di accomodarsi su facili stereotipi” di cui il nostro Paese e’ molte volte vittima. Per lui pero’ Monti e’ scampato a tutto questo, anzi gli stereotipi li avrebbe pure “sconfitti”.

Ma proprio quel particolare “distacco”, nelle parole del reporter del Time a commento di una risposta del premier, si trasforma in vantaggio rispetto agli altri.

“The cozy relationship between politicians and their constituents, he argues, is the exact source of the nation’s woes”.

Ci voleva un “tecnico”, come Monti per pensare di mettere in riga il paese?, perche’ non e’ possibile creare lo stesso presupposto, con un politico che fa politica eletto democraticamente?.Per Monti il problema non sussiste, lui e’ ottimista.In futuro, confida al Time, arriveranno altre persone.L’ opinione pubblica si opporrà a quelli che al bene del paese anteporranno la rissa tra partiti.

“Italy and the entire global economy can only hope that is true”.

Severgnini, non ci crede e forse neanche noi.

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