28/04/2014 Sbarco a KIEV, Ukraine

Arriviamo all’aereoporto di Kiev con un volo da Londra alle 5,45 locali.In fila per il controllo passaporti ci avvicina Violeta, marketing manager di 25 anni. Accenna qualche frase in Italiano e dopo poco passiamo all’ inglese. Ci chiede dove alloggiamo, e non appena le diciamo “Hotel Ukraine” nella piazza principale, fa un sussulto. Lei, nella Maiden square, non ci passa nenache, ha paura: “ci stanno quelli che protestano”, ci spiega, “meglio evitare”. Violeta, per questo ha scelto di vivere fuori dal centro di Kiev. Si e’ trasferita qui da Odessa solo da Novembre, proprio quando sono iniziate le sommosse. Ci racconta di quando in quel periodo atterro’ nello stesso aereoporto: “esperienza terribile”, ricorda, “Ci stavano persone in uniforme che mi chiedevano chi ero, volevano sapere tutto, pur non appartenendo a nessun corpo armato, non era la polizia, era gente qualunque, avevano i fucili”.

Nel tragitto dall’aereoporto al centro, scorgiamo i primi soldati, prima uno poi due, tre. In mezzo a loro la gente comune, facce tese: studenti, impiegati, ragazze in minigonna. Arriviamo in albergo poco dopo. Un grande palazzo fatiscente che domina la piazza principale. Fuori le barricate innalzate con materiali di fortuna: ruote, lame di ferro, pannelli di legno. Gli stessi usati il 20 febbraio scorso dalla Resistenza Ucraina nelle sommosse contro la polizia di Kiev.Intorno a noi fumo e puzza di bruciato.

Nella lobby ancora militari e alla nostra domanda chi sono questi?, una timida receptionist ci spiega che sono “qui per proteggerci”. proteggerci da chi ?, cosa?. Gia’ perche’ qui nell’hotel Ukraine c’e’ stata una conferenza con l’ambasciatore americano a Kiev, l’abbiamo persa per poche ore. Saliamo in camera, ci spiegano che l’albergo e’ vuoto, ma stranamente la nostra camera e’ al dodicesimo piano, ce ne saranno almeno duecento e passa di stanze.pensiamo: “strano, no?”.

Posati bagagli, usciamo fuori. Di fronte a noi il Maidan, per molti ancora l’Independence square, teatro delle piu’ importanti rivoluzioni del paese, dallle lotte per l’Indipendenza, alla Rivoluzione Arancione fino agli eventi dell’Euromaiden appunto ovvero le sommosse civili iniziate lo scorso novembre. Ci facciamo strada attraverso le barricate, davanti a noi una distesta di tendoni, chiamati anche dai locali “il presidio dei popoli dell’Ucraina”. Qui vivono in pianta stabile soldati e volontari in assetto di guerra.Mentre camminiamo incrociamo militari in camouflage , turisti Ucraini muniti di macchine fotografiche e coppie di giovani che posano davanti ai cimeli delle proteste e i ritratti dei deceduti.Le carcasse della rivoluzione, oggi sono diventate oggi di culto, tanto da attirare un nuovo turismo. Qui si viene da ogni parte del paese come in una processione verso un luogo di preghiera.Qui si vengono ad onorare chi ha sacrificato la propria vita in nome della Rivoluzione.

Poco lontano un concerto di pacifisti. Qui incontriamo Bagdana, 14 anni occhi azzuri ed una lunga treccia bionda che le scende da un lato. Indossa una giacca militare e sopra un gilet giallo fluo con la scritta”Pray for Ukraine”, in mano un mazzo di fiori. Soldatesss in versione “hippie”, Bagdana rappresenta la gioventu’ di Kiev, disposta a tutto pur di salvare il paese. Lei nonostante l’eta’, lo sa bene, dopo essere riuscita a scampare alla morte durante gli scontri di febbraio. Un cecchino, dice, le ha sparato addosso sfiorandole la tempia.”Paura?, non piu’ di tanto.. si per un momento, ma ero pronta a morire”. “Il nemico vuole ucciderci”, continua, “i russi..”. Con un sorriso ci dice che “se deve farlo puo’ sparare….melo hanno insegnato”, continua,”lo farei per difendermi”.

Si e’ fatta notte rientriamo all’albergo passando tra i tendoni. Qualche militare scherza, ci guarda, hanno bevuto. Non si e’ mai sentito un silenzio cosi’, accendiamo la tv ma neanche quella riesce a tenerci compagnia, L’Ucraina ha da poco soppresso tutti i canali televisivi Russi e per noi e’ arrivata ora di dormire.

 

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