29/04/2014 Irina

Come da programma oggi vediamo Irina,25 anni, studi in Economia nata e cresciuta a Kiev. Suo padre era un ex generale delle USSR di stanza qui. E’ lei il nostro piu’ importante contatto da quando ci siamo conosciute grazie ad Instagram. Avevo visto una sua intervista apparsa sul New York Times durante le proteste,cosi’ ho deciso di contattarla.

Decidiamo di approfittare dell’incontro, per farci mostrare la citta’, ma sopratutto i luoghi piu’ significativi, quelli dove solo poco tempo fa sono morte e sono rimasti uccise centinaia di persone. Anche Irina c’era quei giorni. Lei come molti altri ragazzi, Al Maidan non vengono mai. Quando le chiediamo di posare per qualche scatto ha quasi timore. Mi chiede di non parlarne, e quando le chiedo un commento su quei giorni e come hanno cambiato la sua vita, inizia a commuoversi.

Per lei sono stati momenti terribili, ha visto morire amici, conoscenti e come molti altri giovani, ha dovuto imparare a difendersi. “Mi hanno insegnato a confenzionare Molotov,”, spiega accennando un sorriso un po’ fiero e un po’ sorpreso.

Si e’ fatta ora di pranzo, e andiamo verso la Cattedrale di San Michele. “Questo”, racconta,”E’ il luogo dove venivano accolti i feriti delle proteste, diversamente a quanto e’ successo con la Chiesa di Santa Sofia, confiscata dai Russi nel 1934.Molte delle persone, che sono venute qui a cercare¬†rifiugio, sono stati cacciate”.

Le domande da fare sono molte e decidiamo di completare l’intervista durante il pranzo. Irina ci porta in un ristorante tipico Ucraino. Parliamo molto anche se il tempo e’ poco. Tra le varie cose, mi colpisce la sicurezza con cui mi spiega che secondo lei il suo paese non ha bisogno degli aiuti dell’EU. “non abbiamo bisogno che voi o l’America mandiate i vostri soldati. Qui ci serve solo addestramento, come insegnare ai nostri ragazzi a come difendersi. Non solo strategia, ma anche armi.”

Irina non e’ nazionalista, ma come molti altri ragazzi della sua eta’ ha un’idea molto chiara di quello che sta succedendo. “Ci saranno dei referendum ad est e la Russia dovra’ trattare”. Arrivati alla fine del nostro incontro ci racconta una storia molto curiosa che mostra, secondo lei, quanto la propaganda Russa stia influenzando quello che sta accadendo ad est del paese.

“Sapete, cosa sta facando Putin?. Sta pagando degli attori che vanno di citta’ in citta’ nell’est, per convincere la gente ad unirsi alla causa Russa..roba pazzesca”.Insieme ad Irina ci facciamo una risate e sulle note di questo racconto, a tratti anche meno serio del solito, decidiamo di tornarcene in albergo.

 

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