1/05/2014, il filmaker

Oggi ci aspetta un incontro molto particolare. Grazie ad alcuni amici comuni, ci diamo appuntamento con Slava Pilunsky, filmaker co-autore di “Babylon 13”, uno short film sulla Rivoluzione. Chiediamo alla nostra amica Irina, di mettersi in contatto con Slava e organizzare un’intervista. A quanto pare Slava e’ una specie di celebrity qui, la stessa Irina rimane molto sorpresa della nostra conoscenza. Per chi ha partecipato alla Rivoluzione, il suo lavoro ha contribuito a dare voce alla protesta, aiutando a raccontare quello che e’ accaduto in quei giorni.

Slava e’ anche stato protagonista di una vicenda molto significativa, di cui si e’ parlato molto qui. Ci incontriamo nel nostro albergo e ordinato un caffe’ ci racconta di essere stato catturato e fatto prigioniero in Crimea nei giorni del referendum. Slava, non e’ soltanto un filmaker, ma anche il figlio di un importante deputato del parlamento locale. Lui stesso e’ nato e cresciuto li. Questo ha fatto del suo rapimento un evento cruciale. Difficile dire chi fossero quegli uomini che per sei giorni lo hanno tenuto chiuso in un bunker insieme  ad un collega, di certo il fatto che Slava volesse filmare i brogli del referendum, lo ha  reso “persona non grata”, agli occhi di qualcuno.

La sua vicenda e’ toccante cosi’ il modo in cui decide di raccontarla. Ci parla di ripetute aggressioni e minacce subite e della paura di non uscirne vivo. Dopo circa un’ora, ci salutiamo.Slava deve andare ad un meeting e noi dobbiamo tornare al Maidan. Approfittiamo del fatto che dobbiamo andare nella stessa direzione, per farci dare un passaggio. In macchina mi racconta dei suoi progetti, tra cui un film sulla Rivoluzione al quale sta lavorando e che vorra’ presentare a diversi festival.

Arriviamo nella piazza principale e dopo qualche foto ci salutiamo. Oggi e’ il primo maggio e Slava ci dice di stare attente, tra poche ore qui dovrebbe esserci una manifestazione. L’atmosfera e’ molto tesa, non solo continuano le rappresaglie ad est, ma le elezioni presidenziali si avvicinano. Il rischio di scontri, anche armati, in una situazione del genere e’ molto alto. E’ un giorno strano questo, la giornata dei lavoratori, appunto, anche se il lavoro cosi’ come l’occupazione in generale non sono certo la priorita’. C’e’ grande attesa per il prossimo Presidente  e per delle nuove misure che possano far ripartire l’economia schiacciata dalla crisi. Nonostante i recenti aiuti del Fondo Monetario Internazionale, l’economia Ucraina ha subito una forte contrazione nei primi tre mesi dell’anno, pari almeno al 1.1% , mentre l’inflazione e’ in forte aumento. Ci dicono che ad organizzare la protesta di oggi e’ la sinistra Ucraina,insieme a gruppi di studenti. Si scende piazza per potestare per chiedere l’aumento dei salari.

Intorno a noi quasi tutti sono armati ed indossano il giubbotto anti proiettili. Un gruppo di resistenza Ucraina ha innalzato una barricata, a sud del Maidan. Chiedo ad una giornalista che si trova li’, di che cosa si tratta e mi spiega che c’e’ un accordo tra la polizia ed i gruppi armati che proteggono il Maidan per controllare la zona, dato il rischio di possibili provocazioni sopratutto da parte di simpatizzanti filo Russi. Poche ore prima proprio qui una fiaccolata organizzata da Right Sector, il movimento nazionalista Ucraino, era stata interrotta e attaccata da un gruppo di giovani,  per questo la possibilita’ di rappresaglie e’ molto alta.

Aspettiamo qualche ora e ci rendiamo conto che la situazione e’ sotto controllo. I vari gruppi armati che si erano radunati per la difesa iniziano a sciogliersi e anche noi rientriamo.

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