30/04/2014 DONNE RUSSE

Oggi ci svegliamo di buon’ora , dobbiamo tornare al Maidan per incontrare due ragazze Russe. Arriviamo al solito caffe’ dove ogni mattina facciamo colazione, si trova a pochi metri dai tendoni. Ad aspettarci troviamo gia’ Alysa e Alina. La prima nata e cresciuta in Crimea, trasferitasi da poco a Kiev e la seconda Russa, nata e cresciuta li’, anche lei arrivata in Ucraina da pochi mesi. Alina parla molto bene l’inglese e decide di farci da interprete.

Iniziamo una lunga conversazione, per la prima volta dopo Irina e i primi giovani che abbiamo incontrato, riusciamo a confrontarci con qualcuno che la pensa in modo diverso. Insieme a loro anche Yaroslava, addetta stampa di un parlamentare Ucraino. E’ lei la prima a parlare e visto il suo ruolo, decido di chiederle cosa pensa dei media in tutto questo e di come la stampa ha coperto la crisi. Conferma che i canali Russi sono stati sospesi in tutta l’Ucraina e che i rischi, qualora questo non fosse accaduto, sarebbero molto gravi. Il pericolo mi spiega e’ la trasmissione di una certa propaganda Russa specie ad est del paese in un momento come questo. “la gente e’ sensibile e puo’ impressionarsi facilmente”.

Yaroslava e’ molto pessimista, e’ convinta che i mali del paese derivino dall’incapacita’ del governo di gestire la crisi in Crimea, cosi’ come favorire la ripresa economica del paese, e a proposito di questo mi dice che ci sono dei legami di natura appunto economica tra l’Ucraina e la Russa che non si possono spezzare. Questo e’ uno dei motivi per cui il nuovo Presidente eletto secondo lei non fara’ troppa differenza rispetto al periodo precedente.

E’ la volta di Alysa, 25 anni, giovane imprenditrice nata e cresciuta in Crimea. Dal tono del suo intervento si capisce che la sua posizione e’ diversa dagli altri. Ci tiene a chiarire che lei “e’ contraria al Maidan”,”per due motivi principalmente”, spiega. “Per prima cosa sono ancora troppe le relazioni con la Russia e secondo la modalita’ con cui e’ stato rimosso il Presidente e’ stata poco corretta. Era necessario che almeno si fosse passati dall’impichment”.

Per Alysa la Crimea non e’ ne Russia ne’ Ucraina, ma qualcosa di diverso. Alla domanda se e’ felice di ricevere il passporto Russo e se questo puo’ portarle dei reali benefici, non si scompone. “il passaporto non l’ho preso, mi trovavo in Europa in quel periodo”. Scorgo un leggero imbarazzo da parte di Alysa nel parlare del suo punto di vista. Immagino si senta giudicata specie considerando la nostra provenienza. Non la definerei filo Russa, ma certamente anti-EU.

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